Doati Roberto


 

Roberto Doati

(Genova, 1953). Inizia la sua attività musicale all’età di 18 anni passando in pochi anni dall’improvvisazione libera (contrabbasso) alle esperienze di tape music. Abbandonati gli studi scolastici, frequenta casualmente un corso di Storia dell’Arte Contemporanea con Germano Celant. Dal 1974 al 1980 è assistente di Ida Gianelli presso Samangallery, punto di riferimento dell’arte contemporanea nella Genova degli anni ’70. Ha così modo di lavorare con artisti quali Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Rebecca Horn, Sol Lewitt, Maria Nordman, Claes Oldenburg, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Jack Smith, Lawrence Weiner. Nel 1977 decide di frequentare il corso di musica elettronica tenuto da Albert Mayr presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze”, dove ha modo di avvicinarsi all’uso del computer grazie all’insegnamento di Pietro Grossi presso la Divisione Musicologica del CNUCE di Pisa. Nel 1979 si trasferisce a Venezia dove porta a termine gli studi con Alvise Vidolin presso il Conservatorio “Benedetto Marcello”. Nello stesso anno inizia la sua attività di compositore e ricercatore presso il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova dove tiene diversi seminari. Dal 1983 al 1993 collabora con il Settore Musica (in particolare con Mario Messinis) e il Laboratorio di Informatica Musicale della Biennale di Venezia (L.I.M.B.) per la cura di pubblicazioni e l’organizzazione di diverse iniziative fra cui l’esposizione “Nuova Atlantide. Il continente della musica elettronica” insieme ad Alvise Vidolin. Dal 1988 al 1993 ha insegnato Informatica Musicale presso la Scuola di Musicologia e Pedagogia Musicale dell’Università di Macerata in Fermo. Alla fine degli anni ’90 tiene periodicamente corsi e concerti in Argentina. Nel 2010 è stato supervisore per la International Summer School in Systematic Musicology all’Università di Jyväskylä (Finlandia). Dal 2005 è collaboratore artistico del centro di ricerca internazionale Casa Paganini-InfoMus Lab e dal 2005 al 2017 è stato docente di Musica Elettronica presso il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova; fra i numerosi progetti ideati e realizzati con i suoi allievi sono da ricordare Der Klang der Südens Un viaggio attraverso suoni, parole, musica (tre Hörspiele in collaborazione con Goethe Institut, Miso Music Portugal, Escola Superior de Música de Catalunya, 2010-11) e Galata Electroacoustic Orchestra (GEO) (coordinatore Lifelong Learning Programme IP, in collaborazione con Istanbul Bilgi Üniversitesi, Istanbul Teknik Üniversitesi, Universitat Pompeu Fabra, Conservatorio di Musica “G. Pierluigi Da Palestrina”, 2013) con cui si è esibito al Festival di Musica Contemporanea de La Biennale di Venezia nel 2014 dirigendo, insieme al collega Tolga Tüzün, Compasso da navegare che ha ricevuto il XXXIV Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. Attualmente insegna al Conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza.

Ha fatto parte del comitato scientifico del Gruppo di Analisi e Teoria Musicale (GATM) dalla fondazione fino al 2000. È membro del comitato di selezione per la “Bogliasco Foundation”. Analisi di opere sue e di autori storici sono state pubblicate dalle riviste Perspectives of New Music, Interface, Sonus, Quaderni di M/R e dagli editori Laterza, ERI-La Biennale di Venezia.

Le sue opere gli hanno valso riconoscimenti internazionali, a partire dalla selezione Opera Prima (Teatro La Fenice, 1981) con Gioco di velocità per suoni sintetici (incisa da Edipan). Nel 1992 realizza Donna che si copre le orecchie per proteggersi dal rumore del tuono, un lavoro per flauto e suoni sintetici (inciso da Roberto Fabbriciani per Edipan e premiato da Ars Electronica, Linz) su richiesta del Festival Spaziomusica. In occasione del 46.o Festival Internazionale di Musica Contemporanea (1995) La Biennale di Venezia gli commissiona un’opera per voce ed elettronica, L’olio con cui si condiscono le parole eseguita da Marianne Pousseur. Nel 1997 viene invitato presso il Centre de Recherches et de Formation Musicales de Wallonie di Liegi per comporre la serie Felix Regula (I-V) per violino/viola, flauto, clarinetto, nastro e live electronics, eseguita al Festival Ars Musica di Bruxelles (la IV è incisa da Cybele-DEGEM). bastone armonico per violino, bastoni da pioggia e sistema interattivo, realizzato durante una residenza presso la Bogliasco Foundation, viene presentato nel 1999 al Teatro Carlo Felice di Genova da Marco Rogliano e Alvise Vidolin. Nel 2001 ottiene una borsa dalla Rockefeller Foundation per comporre L’apparizione di tre rughe per chitarre, elettronica e sistema interattivo EyesWeb, incisa da Elena Casoli per Stradivarius. Nel 2002 il Teatro La Fenice presenta presso il Teatro Malibran “Per voce preparata” (progetto di Doati e Pachini), messa in scena di opere per voce sola (Anna Clementi) o con video ed elettronica fra cui la sua Allegoria dell’opinione verbale per attrice (Francesca Faiella), elettronica e sistema interattivo EyesWeb su testi di Gianni Revello. Con i colleghi Paolo Pachini ed Emanuele Pappalardo cura nel 2003 la realizzazione del ciclo elettroacustico “Sopra i monti degli aromi” su testi tratti dal Cantico dei cantici per l’ Ensemble Vocale Oktoechos. Nel 2005 la fondazione americana MacDowell Colony gli assegna una borsa di residenza per la composizione di Un avatar del diavolo, opera di teatro musicale commissionata da La Biennale di Venezia per il Festival di Musica Contemporanea. Nel 2008 è compositore residente presso il Kulturhuset USF di Bergen (Norvegia) dove realizza Stecche (pianoforte, iperviolino e live electronics). La sua esperienza audiovisiva include Sindrome scamosciata per video e live electronics (2008-2009), La scala non procede oltre (2009), Noli me tangere (2010). Dal 2013 si occupa di estetica del gusto producendo videomusiche quali Seppie senz’osso (video: Paolo Pachini) e Il suono bianco (video: Maurizio Goina).

(www.robertodoati.com)